Prevenzione del danno renale da mezzo di contrasto (CIN)

PREVENZIONE DEL DANNO RENALE DA MEZZO DI CONTRASTO (CIN)

Carlo Guastoni1, Corrado Turri1, Luca Francesco Di Toma1, Marina Cornacchiari1, Antonia Stasi1, Stefano De Servi2,  Giusto Viglino3

1 UO Nefrologia – A.O. Ospedale Civile di Legnano (MI)

2 U.O. Cardiologia – A.O. Ospedale Civile di Legnano (MI)

3 SOC Nefrologia, Dialisi e Nutrizione clinica – Ospedale S. Lazzaro Alba (CN)

La nefropatia da mezzo di contrasto (MDC) rappresenta oggi una delle cause più frequenti di insufficienza renale acuta nei pazienti ricoverati in ospedale.

Questo dato è spiegato non solo dall’aumento del numero delle procedure radiologiche che utilizzano MDC endovascolare, ma anche, e soprattutto, dal  fatto che queste vengono eseguite su un numero sempre crescente di soggetti che presentano un elevato rischio di sviluppare CIN.

La tossicità da MDC è infatti strettamente correlata a condizioni cliniche che sono oggi sempre più frequenti nella popolazione ricoverata quali: l’insufficienza renale preesistente, il diabete, le malattie cardio-vascolari, l’insufficienza cardiaca e l’età avanzata. Il danno renale cronico preesistente rappresenta il principale fattore di rischio nei confronti della CIN.

La CIN ha gravi conseguenze sull’outcome del paziente, sia in termini di peggioramento della sopravvivenza a breve e lungo termine, che di progressione dell’insufficienza renale verso la dialisi.

Queste considerazioni  spiegano come negli ultimi anni il tema della tossicità renale da MDC abbia suscitato un crescente interesse nella letteratura, in ambito nefrologico, cardiologico e radiologico, che si è focalizzato in modo particolare sulla terapia di prevenzione.

E’ indubbio che il miglioramento delle conoscenze e la maggiore sensibilizzazione rispetto al problema abbiano contribuito, attraverso l’adozione di misure di prevenzione più adeguate, a  ridurre l’incidenza di CIN rispetto al passato, tuttavia vi è ancora la necessità di individuare protocolli di prevenzione standardizzati.

Questo documento nasce proprio con l’intento di fornire al lettore una sintesi della letteratura riguardante la prevenzione della CIN e di suggerire procedure di prevenzione diversificate in base al rischio complessivo del paziente e facilmente utilizzabile nella pratica clinica quotidiana.

In particolare nella prima parte del lavoro sono stati analizzati:

  • la definizione di CIN;
  • i fattori di rischio clinico che comportano un aumento di incidenza della CIN;
  • la dose massimale di mezzo di contrato;
  • le conseguenze della CIN.

Nella seconda parte sono state prese in considerazione le modalità di prevenzione delle CIN:

  • idratazione
  • N-Acetilcisteina
  • trattamenti dialitici
  • tipologia del mezzo di contrasto.

Infine sono state riportate le procedure attualmente in uso presso AO di Legnano per prevenire la CIN nei pazienti a rischio per gli esami effettuati sia in regime di ricovero che ambulatoriale, con somministrazione del MDC per via endoarteriosa o endovenosa.

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